In ambito di prevenzione del tumore al seno, si sente spesso parlare della combinazione tra mammografia ed ecografia come parte integrante degli esami di screening. Ma perché alcuni specialisti raccomandano entrambi gli esami, mentre in altri casi si esegue solo la mammografia? Qual è il ruolo della densità mammaria in questo contesto?
Perché a volte si associa l’ecografia alla mammografia?
La mammografia è l’esame di base e rimane il principale strumento di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno. Tuttavia, la sua sensibilità diagnostica può diminuire in presenza di un seno denso, ovvero un seno composto in prevalenza da tessuto ghiandolare e fibroso, anziché adiposo. In questi casi, il tessuto mammario risulta “bianco” alla mammografia, esattamente come le eventuali lesioni. Questo può rendere più difficile l’individuazione di noduli o anomalie, aumentando il rischio di falsi negativi. L’ecografia, invece, utilizza gli ultrasuoni e ha una maggiore capacità di distinguere le strutture interne in un seno denso. Per questo viene spesso richiesta in associazione, per completare e migliorare l’accuratezza diagnostica.
Cos’è, esattamente, la densità mammaria?
La densità mammaria è una caratteristica fisiologica e strutturale della mammella che varia da donna a donna. Si valuta attraverso la mammografia e viene classificata in quattro livelli secondo i criteri BI-RADS (Breast Imaging-Reporting and Data System):
- A: mammella completamente adiposa
- B: densità scarsamente distribuita
- C: densità eterogenea
- D: mammella estremamente densa
Le donne con seno di tipo C o D hanno un rischio maggiore che una lesione non venga rilevata dalla sola mammografia. Non si tratta di una patologia, ma di una condizione anatomica da conoscere e monitorare.
L’ecografia può sostituire la mammografia?
Ecografia e mammografia non sono esami alternativi, ma complementari. La mammografia resta l’unico esame in grado di rilevare precocemente microcalcificazioni, che sono spesso uno dei primi segnali di un carcinoma in fase iniziale e che l’ecografia non visualizza.
D’altro canto, l’ecografia è molto utile per identificare noduli solidi o cistici in un seno denso, per studiare meglio aree dubbie alla mammografia o per guidare prelievi citologici o biopsie. È quindi uno strumento di secondo livello, che aumenta la sensibilità complessiva dello screening.
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