A volte la paura di riscontrare una patologia importante porta le donne a rimandare i controlli di prevenzione e gli screening, dimenticando che una neoplasia individuata in fase precoce è trattabile in maniera più efficace rispetto ad una formazione di dimensioni più grandi. Per questo è importante rivolgersi ad uno specialista con cui si possa instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione.
Cosa risponde a chi ha paura o ansia di fare screening?
“Capisco profondamente che l’ansia possa essere forte. È una reazione umana, soprattutto quando si parla di salute e di una parte del corpo così intima e simbolica come il seno. Per questo credo che la prevenzione non debba mai essere vissuta come una fonte di paura, ma come uno strumento di consapevolezza e quindi un alleato”.
Quanto conta il rapporto di fiducia tra medico e paziente in senologia?
“Conta moltissimo. In senologia, più che in altri ambiti, la relazione è parte integrante della cura. Un clima di fiducia permette alla paziente di sentirsi accolta, ascoltata e rispettata. Quando una persona si sente a suo agio, è più propensa a fare domande, a raccontare le proprie paure e, soprattutto, a non rimandare i controlli”.
Questo è ancora più importante per le giovanissime al primo controllo?
“Assolutamente sì. Per una ragazza molto giovane, il primo controllo senologico può essere carico di emozioni: imbarazzo, timore, confusione. In questi casi è fondamentale prendersi il tempo giusto, spiegare ogni passaggio, chiarire che si tratta spesso di una semplice visita conoscitiva e che non c’è nulla di cui aver paura. Il primo incontro non serve solo a “controllare”, ma a costruire un rapporto e a trasmettere un messaggio importante: prendersi cura di sé è un gesto naturale, non un motivo di allarme”.
Come si aiuta una persona particolarmente ansiosa ad affrontare uno screening?
“L’ascolto è il primo passo. Ogni ansia ha una storia diversa: c’è chi ha avuto esperienze familiari difficili, chi teme il risultato, chi ha semplicemente paura degli esami medici. Spiegare in modo chiaro come funziona un esame, quanto dura, cosa si può o non si può sentire, riduce moltissimo l’incertezza. Sapere cosa aspettarsi rende tutto più affrontabile. La paura nasce spesso dall’ignoto, non dall’esame in sé”.
Che messaggio vorrebbe lasciare a chi rimanda i controlli per timore?
“Vorrei dire che la prevenzione non toglie serenità, la restituisce. Spesso si evita un controllo per paura di quello che si potrebbe scoprire, ma in realtà è proprio il rimandare che alimenta l’ansia. Avere un quadro chiaro della propria salute permette di vivere con maggiore tranquillità e consapevolezza.Fare prevenzione “bene” significa innanzitutto scegliere un medico di fiducia, con cui sentirsi liberi di parlare apertamente, fare domande ed esprimere dubbi o paure. Significa anche rispettare i tempi giusti: iniziare con una visita senologica quando indicato, seguire i controlli consigliati in base all’età e alla storia personale, senza anticipare né rimandare inutilmente. La prevenzione è un atto di rispetto verso il proprio corpo e verso il proprio futuro”.
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